Dalla Comprensione alla Gestione delle Sue Manifestazioni

Il bruxismo è un'attività ripetitiva dei muscoli masticatori (MM)

Spesso si associa al serrare o digrignare i denti ma è necessario sottolineare come il contatto dei denti non è condizione necessaria affinchè si parli di bruxismo dal momento che ne sono un segno anche il forzare o spingere la mandibola in assenza di contatto dentale. Problemi dentali, dolori e disfunzioni orofacciali, disturbi neurologici e apnee ostruttive del sonno sono tutte condizioni correlate al bruxismo. Pertanto, si tratta di una condizione complessa che non per forza si associa a un significato negativo (presenza di dolore, disfunzione o danni ai denti o ad articolazioni) ma può anche rappresentare un meccanismo protettivo in caso di apnee ostruttive o verosimilmente anche di reflusso gastroesofageo, oppure può avere un ruolo assolutamente neutro (spesso nei bambini in cui non è necessario allarmarsi).

sistono due distinte manifestazioni circadiane del bruxismo: il bruxismo del sonno (SB) e il bruxismo della veglia (AB). SB rappresenta un’attività di MM durante il sonno ed è classificato come un disturbo del movimento del sonno, mentre AB ed è un’attività di MM durante la veglia spesso associata a stress o tensioni emotive. Da qui lo shift nel considerare non più il bruxismo in un’ottica meccanicistica, ovvero causato dall’occlusione dentale, bensì in un’ottica biopsicosociale in cui sono i fattori sociali e psicologici a fare da padroni nella sua eziologia. Qualora necessaria, la terapia del bruxismo della veglia prevede terapia comportamentale di rieducazione cosciente e farmaci, mentre nel caso di bruxismo del sonno si deve ricorrere a bite e sempre terapia farmacologica.