Introduzione ai Disordini Respiratori del Sonno: russamento, OSAS, UARS.

Sdraiati sul prato sotto l’ombra di un faggio in una bella giornata primaverile; il canto delle rondini e i profumi della natura; l’ambiente bucolico ideale per fare un bel pisolino. Il sonno dovrebbe apparire proprio così! Spesso però il sonno assume contorni profondamente diversi e credo che tanti tra voi trovino più familiare la seguente situazione: l’orologio indica che manca un quarto d’ora alle 2, il partner di letto sta russando e tu non riesci a dormire.

In questo post introduciamo i Disordini Respiratori del Sonno (DRS) ricordando come questi disordini, soprattutto la Sindrome da Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS), oltre a rappresentare un problema di salute per chi ne soffre può avere significative ricadute psico-sociali anche sulle persone che ci stanno intorno (vedi il sonno disturbato del partner di letto) o sull’intera comunità (ad es. un amentato rischio di provocare incendi stradali). Si tratta nel complesso di un continuum di disturbi che va dal russamento semplice all’OSAS appunto passando per condizioni intermedie come la Sindrome da Aumentata Resistenza delle vie aeree superiori (UARS). Ma andiamoli a vedere spiegati un po’ nel dettaglio:

  • Russamento Semplice: trattasi di un rumore respiratorio causato dalle vie aeree superiori durante il sonno che tipicamente avviene durante l’inspirazione sebbene possa verificarsi anche durante l’espirazione. L’intensità del rumore può variare fino a disturbare il sonno del proprio partner e addirittura svegliare il paziente stesso. Il russamento semplice avviene senza episodi di apnea (ostruzione completa del flusso d’aria nelle vie aeree) o ipopnea (ostruzione parziale del flusso d’aria nelle vie aeree) ed è dovuto alla vibrazione dei tessuti molli lassi al passaggio del flusso di aria respiratorio. Si può affermare che esiste un continuum nella progressione della patologia dal russamento fino alle OSAS per cui il paziente russatore cronico severo, cioè colui che russa per almeno tre notti alla settimana da almeno sei mesi, ha un’alta probabilità di avere delle apnee.
  • OSAS: è un disordine sindromico caratterizzato da episodi ricorrenti di collasso parziale (ipopnea) e/o completo (apnea) delle vie aeree superiori durante il sonno con una conseguente interruzione parziale e/o completa del flusso di aria, nonostante gli sforzi respiratori. La severità dell’OSAS si determina valutando il numero di apnee più il numero di ipopnee per ora di sonno: sotto i 5 episodi/ora di sonno non c’è diagnosi di OSAS, tra 5 e 15 si parla di OSAS lieve, tra 15 e 30 di OSAS moderata sopra i 30 di OSAS severa. Ora, vien da sé che i rischi per la salute dell’individuo aumentano di pari passo con l’aumentare della severità dell’OSAS; infatti, per terminare un episodio di apnea o ipopnea il nostro sistema nervoso invia un segnale generale di attivazione all’organismo con conseguente aumento di tante funzioni che dovrebbero rimanere a riposo durante il sonno (ad esempio aumento frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, contrazione muscoli, microrisvegli del cervello). Questo può accadere anche 80 o più volte per ora di sonno in chi soffre di OSAS grave (e si tratta di tante persone) e significa che l’organismo in realtà non è mai riposato perché si attiva più di una volta al minuto. Per semplificare una persona crede di dormire ma in realtà il corpo si trova sulle montagne russe. Più avanti, in un altro post vedremo in modo più preciso le conseguenze che l’OSAS e un sonno disturbato hanno sulla nostra salute.
  • RERA: con l’acronimo RERA si intende “Respiratory Effort-Related Arousal” e si fa riferimento a eventi respiratori che non soddisfano ancora i criteri di apnea o ipopnea ma nei quali si ha comunque un calo del flusso di aria associato ad uno sforzo respiratorio e alla presenza di arousal. Gli arousal sono microattivazioni del cervello durante il sonno; in condizioni di salute si hanno dai 10 ai 20 arousal per ora di sonno con un aumento che va di pari passo con l’aumentare dell’età, tuttavia se aumentano nel numero e nell’intensità possono disturbare il sonno (ad esempio il bruxismo del sonno primario può essere un disordine di movimento del sonno dipendente dagli arousal).
  • UARS: la sindrome da aumentata resistenza delle vie aeree superiori (upper airway resistance syndrome), rappresenta idealmente la linea di confine fra il russamento semplice e l’OSAS. Questo disturbo è caratterizzato dalla presenza di uno sforzo respiratorio durante il sonno, in genere associato a russamento, che causa un’alterazione della struttura del sonno e che spesso è accompagnato da eccessiva sonnolenza diurna. La caratteristica principale dell’UARS è l’aumento del numero di arousal correlati al sonno, dunque si potrebbe trattare di pazienti che non hanno un numero patologico di ipopnee o apnee tali da non poter essere classificati come pazienti affetti da OSAS, ma mostrano un numero elevato di RERA.

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